Esteri

Messaggio di speranza di Mohamed Mashally: una vita spesa per curare gratis i più poveri

L’altro ieri è morto Mohamed Mashally, il medico dei poveri. Si è laureato 53 anni fa alla facoltà di Medicina con 110 e lode. La sua vita è stata tutta spesa per i poveri, nella sua città egiziana per oltre 50 anni.

Nella sua umile clinica, curava gratuitamente gli egiziani a prescindere dal loro credo religioso. Oltre alle cure, donava ai suoi pazienti più poveri anche i soldi per comprarsi le cure e per chi invece era considerato benestante, la prestazione costava meno di un dollaro.

Un esempio di vita spesa per il bene del prossimo. Il dottore dei poveri, lavorava tutto il giorno dalle 9 alle 19 per cercare di curare quante più persone che ogni giorno si mettevano in fila dinanzi alla sua clinica.

The doctor of poor, non aveva automobile e neppure un telefono cellulare, si spostava esclusivamente a piedi nonostante la sua età avanzata. Aveva persino venduto un auto per aiutare i suoi pazienti nelle cure. La vettura gli era stata regalata da un business man egiziano dopo che aveva saputo delle sue opere insieme a 20 mila dollari.

Il bellissimo messaggio di speranza di Mohamed Mashaly 

Durante un’intervista televisiva, il dottore Mohamed ha ricordato il motivo della sua scelta di vita. Un bambino di 10 anni diabetico chiese alla madre di comprare l’insulina per curarsi. La madre non avendo molte possibilità economiche, disse al bambino che i suoi fratelli non avrebbero cenato se gli avesse comprato le medicine. Allora il ragazzo, si sentì un peso per la sua famiglia e decise di bruciarsi fino a provocare la sua morte. Disse El Mashaly: “Mentre stava morendo, mi ha detto che lo ha fatto in modo che i suoi fratelli potessero mangiare.” ha continuato – “Quello è stato il giorno in cui ho promesso di impegnare la mia vita nel trattamento dei poveri”.

“Dopo la laurea ho scoperto che mio padre ha sacrificato tutta la sua vita per farmi diventare un medico. Così ho promesso a Dio che non avrei preso un centesimo dai poveri e avrei vissuto una vita al servizio del mio prossimo di qualunque cultura o religione sia”.