Cultura

Chiesa di San Marco Evangelista e Cappella della Congregazione di San Giovanni Evangelista

camposcino

La Chiesa è dedicata a San Marco Evangelista, tradizionalmente ritenuto l’autore del Vangelo secondo Marco. La sua facciata è prospiciente via Camposcino, mentre il suo lato occidentale fa da quinta scenografica all’omonima piazza. Detta strada è stata così chiamata perché iniziava e terminava nelle campagne, oppure perché nelle sue prossimità vi era un Campo degli Osci (1), antico popolo che popolò la Campania nella prima metà del I millennio a.C.

La Chiesa venne fondata nel XV secolo, al posto di quella dedicata a San Felice, sita a via Arco Sant’Antonio, che in seguito agli eventi bellici che accaddero nel 1390, vide distrutte tutte le abitazioni circostanti, per cui fu abbandonata, poiché venne a trovarsi, lontano dal centro abitato (2). Quindi l’attuale Chiesa di San Marco, fu intitolata ai Santi Felice e Marco (3), che possiamo ammirare raffigurati, insieme alla Vergine Maria col Bambino, in una tela posta sulla parete alle spalle dell’altare maggiore, su cui campeggia un affresco raffigurante, tra l’altro, il Leone di San Marco. Dei primi Parroci di detta Chiesa non se ne hanno notizie; il primo di cui si hanno informazioni, è Don Fabrizio Maisto, che ne fu Parroco fino al 1608. Egli è sepolto nella Chiesa di San Nicola, dove si fece costruire il proprio sepolcro prima che morisse; infatti su di esso vi è la datazione 1600, mentre Don Fabrizio morì solo 8 anni dopo (4). Nel 1844, l’allora parroco Don. Giuseppe Ronca, fece installare l’altare, tuttora presente, in cui il celebrante dava le spalle all’assemblea, così come riportato dall’incisione nel marmo alla base dello stesso.

Il Parroco Don Pietro Maisto (Parroco dal 1885 al 1918), benvoluto da tutta la comunità parrocchiale per le sue opere caritatevoli verso le persone bisognose (5), nel 1896, a causa della vetustà della Chiesa, la fece ampliare e rifare parzialmente, sotto la Direzione di Francesco Saverio Di Girolamo; nell’occasione essa venne riconsacrata a San Marco Evangelista, come si evince da una lapide marmorea posta all’interno, alla destra dell’altare maggiore. Durante il mandato del Parroco Don Giovanni Pirozzi, dal 1919 al 1949, fu interamente restaurata tutta la Chiesa, nonché la casa canonica (6). Nel periodo in cui fu Parroco Don Abramo Buondonno, dal 1950 al 1974, venne sistemato l’altare maggiore del 1872, rivolto verso l’assemblea, e venne rimossa la balausta, trasformata in diversi elementi decorativi per la zona presbiteriale, come il leggio; nello stesso periodo, Don Abramo acquistò, in nome della comunità parrocchiale, il retrostante terreno in cui poi venne realizzato il campetto di calcio per i giovani dell’Azione Cattolica (7), che è stato recentemente riqualificato.

Il Parroco Don Tommaso Panico, come si può leggere in una lapide posta alla sinistra dell’ingresso della Chiesa, il 25 aprile 1979, in occasione della festa di San Marco Evangelista, inaugurò, alla presenza del Vescovo di Aversa Mons. Antonio Cece, i lavori effettuati consistenti nel restauro sia dell’interno della Chiesa, che della facciata. Durante il mandato del Parroco Emerito, Mons. Angelo Parisi, dal 1980 al 2013, sono avvenute due grandi opere di restauro della Chiesa, terminate nel 1999, e nel 2009, che sono consistite nella sostituzione dei pavimenti preesistenti con una pavimentazione in marmo con disegni geometrici, la sostituzione dei vari impianti tecnologici, nel rifacimento totale delle coperture, e nel restauro con conseguente trasformazione dell’adiacente Cappella della Congregazione di San Giovanni Evangelista. Sempre grazie all’interessamento di Mons. Parisi, nel 1995 terminò la realizzazione della Piazza Camposcino, posta sul lato occidentale della Chiesa, sotto la Direzione del compianto Ing. Pasquale Basile coadiuvato dagli architetti Patrizio Cimmino, Nicola Fontanella, Francesco Russo. Essa fu realizzata mediante l’abbattimento di alcuni edifici fatiscenti, in maniera tale che fosse visibile la facciata del Conservatorio della Buona Morte ed il lato occidentale della Chiesa di San Marco, che vennero contraddistinti in parte da tufo faccia vista, ed in parte con intonaco a calce. Vennero anche ripresi i contrafforti della chiesa, e venne restaurato il campanile, riportato al disegno originario; la pavimentazione della piazza fu realizzata prevalentemente con gres ingelivo (8). Inoltre nel 2000, in occasione dell’Anno Giubilare, si è avuta l’apertura del Centro Pastorale parrocchiale San Marco Evangelista, prospiciente la Chiesa, e nel 2011, la riqualificazione e riconversione del retrostante campetto di calcio in un Centro Sportivo Polivalente al servizio della comunità parrocchiale, intitolato a Don Abramo Buondonno, attualmente gestito in maniera esemplare dal Sig. Tammaro Iavarone (detto Tammariello). Infine nel 2012, alla sinistra della facciata è stato realizzato un Crocifisso in ferro stilizzato, con alla base la sagoma esterna della Chiesa, sempre della stessa fattura.

La facciata, disposta a sud, è contraddistinta da un enorme portone in legno massello, rivestito da una lamierina di ferro, rimarcato tra due colonne di ordine composito, scanalate e rastremate, che dipartendosi da un alto basamento in piperno, sorreggono la trabeazione ed un sovrastante frontone curvo; il portone si diparte da una scalinata curva composta da 4 scalini in piperno. La facciata è inoltre scandita da due coppie di colonne di ordine ionico, scanalate e rastremate, che partono anch’esse da un alto basamento, e che sorreggono la trabeazione, rientrante nella parte centrale. In alto la facciata si conclude con un frontone triangolare. Il tetto è a capanna. Inoltre, nella parte mediana della facciata, è presente un rosone circolare, caratterizzato da vetri cattedrali, retti da una struttura in ferro. Alla sinistra della facciata è presente il campanile, a tre piani, sormontato da un cupolino, con due campane in bronzo; esso è accessibile dall’interno della Chiesa.

Passando all’esame dell’interno, la Chiesa di San Marco Evangelista si presenta secondo una pianta rettangolare, ad unica navata, terminante con un’abside quadrangolare rialzato mediante uno scalino dal resto della Chiesa; essa ha una volta a botte, riccamente decorata in stucchi. La sua navata è scandita da cinque moduli di arcate per ogni lato, sormontate da ampi finestroni (tranne la prima a sinistra, dove c’è il campanile) con vetri cattedrali, e racchiuse da lesene di ordine composito, che fungono da ingresso ad altrettante piccole Cappelle. Mentre nella prima a sinistra dell’ingresso è posto l’accesso alla torre campanaria, e vi è posta la lapide che ricorda l’opera dei restauri di Don Tommaso Panico, le altre per la presenza di opere inerenti, sono dedicate nell’ordine: al Sacro Cuore di Gesù (statua realizzata nel 1977 sovrastante un altare del 1897), San Giuseppe (statua, Cappella restaurata nel 1931), alla Madonna Addolorata (tela sovrastante con un altare del 1718), San Rocco (tela del 2009 sovrastante un altare del 1925). A destra dell’ingresso, dopo gli affreschi riportati alla luce durante gli ultimi restauri, probabilmente risalenti al XVI secolo, in cui è raffigurato tra gli altri San Giovanni Battista, posti in una nicchia in cui era conservato un coevo fonte battesimale, recentemente trafugato, nella prima Cappella è posto l’accesso alla Cappella della Congregazione di San Giovanni Evangelista, mentre le altre sono dedicate: alla Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei (tela del 2010 sovrastante un altare del 1898), a San Marco Evangelista (statua del 1932, sovrastante un altare del 1897), a San Vincenzo Ferreri (tela, sovrastante un altare del 1743); la successiva arcata, fa da ingresso alla Sacrestia con volta a schifo; prospicientemente ad essa poi vi è il pulpito realizzato in muratura. Alla sinistra dell’altare maggiore, vi è una statua raffigurante Santa Giovanna d’Arco, del 1919, collocata in una nicchia, sovrastante un altare del 1893; mentre alla sua sinistra, in una teca in legno, con ampia vetrata, è conservato il corpo di San Crescenzo Martire, abbigliato con abiti militari.
La Chiesa è di proprietà della Curia di Aversa (più precisamente, dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero di Aversa).

Cappella della Congregazione di San Giovanni Evangelista

Essa, adiacente alla Chiesa di San Marco Evangelista, è posta sul suo lato orientale, ed è ad essa collegata direttamente. Essa aveva un pavimento in mattoni petenati (9). Non si conosce l’anno della sua edificazione, ma se ne ha la prova, che essa venne eretta, prima che venisse realizzata la Chiesa di San Marco Evangelista; essa conservava le reliquie di vari Santi Martiri, tra cui i Santi Giuliano, Eusebio, Angelo, Leone, Ilario, Beatrice, Lucida, Teodoro, Costantino, Magno e Modesto (10).

La facciata della Cappella, presenta lo stesso portone in legno della Chiesa, rivestito il lamierino, che si diparte da una scalinata curva composta da 4 scalini in piperno, e sormontato da una nicchia ovale, dove presumibilmente vi era raffigurata un’immagine sacra, e da un sovrastante finestrone rettangolare. Al termine della facciata, sulla destra, si erge un piccolo campanile molto caratteristico, attualmente privo di campana.

Internamente si presenta secondo una pianta rettangolare, ad unica navata terminante con un’abside quadrangolare, alla cui sinistra vi era la Sacrestia con volta a vela, rialzato mediante uno scalino da resto della Chiesa; essa ha una volta a botte, riccamente decorata in stucchi, così come lo sono le pareti, e sul lato orientale presenta tre finestroni rettangolari. Al termine della navata, sulla parete di fondo dell’abside, sormontato da una cupola ribassata, vi è una tela raffigurante la Madonna con il Bambino e i Santi Giovanni Evangelista, ed Agnello Abate, realizzata tra il 1624 ed il 1630, dal pittore Giovanni Antonio D’Amato (11), già attivo nella Chiesa della Congregazione della Natività di Maria Santissima, di via Licoda; tale tela dominava l’altare maggiore, non più esistente nella Cappella.

Cronologia dei Parroci della Chiesa di San Marco Evangelista dal ‘900:
– Rev. Sac. Don Petro Maisto, dal 1885 al 1918.
– Rev. Sac. Don Giovanni Pirozzi, dal 1919 al 1949.
– Rev. Sac. Don Crescenzo Rega, Economo Curato, dal 1949 al 1950.
– Rev. Sac. Don Abramo Buondonno, dal 1950 al 1974.
– Rev. Sac. Don Tommaso Panico, dal 1974 al 1980.
– Rev. Sac. Mons. Don Angelo Parisi dal 1980 (12) al 2013 (attuale Vicario della Forania di Giugliano).
– Rev. Sac. Don Leonardo Bruno dal 6 settembre 2013 ad oggi.

Note:
1) Cfr. Agostino Basile, Memorie istoriche della Terra di Giugliano, Stamperia Simoniana, Napoli, 1800, pag. 29.
2) Cfr. Fabio Sebastiano Santoro, Scola di Canto Fermo, Stamperia di Novello de Bonis, Napoli, 1715, pag. 96.
3) Cfr. Agostino Basile, Op. cit., pag 204.
4) Cfr. Ivi, pag. 177.
5) Cfr. Francesco Riccitiello, Giugliano in Campania – Radici storiche di cultura e civiltà, Ed. Centro Studi A. Taglialatela, Giugliano, 1983, pag. 96.
6) Cfr. Ibidem.
7) Cfr. Ibidem.
8) Cfr. Archivio privato architetto Francesco Russo.
9) Cfr. Agostino Basile, Op. cit., pag 303.
10) Cfr. Ivi, pagg. 303 e 304.
11) Cit. A.A.V.V., Guida Storico Artistica di Giugliano in Campania, Ed. Pro Loco, Giugliano (NA), 2010, pag. 127.
12) Cfr. Francesco Riccitiello, Op. cit., pag. 96.

Ringrazio per la fattiva collaborazione nella stesura della presente relazione, il Parroco di San Marco Evangelista Don Leonardo Bruno ed il Parroco Emerito Mons. Angelo Parisi.
Giugliano in Campania, lì 7.2.2017

Architetto Francesco Taglialatela Scafati